Troveranno il corpo

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Ho da poco terminato la lettura, devo ammettere piuttosto impegnativa, di questo bel saggio di Pino Casamassima. Già dalle prime pagine colpisce il ricordo personale di Silvio Ferrari morto la notte tra il 18 e il 19 maggio 1974 e di Marco Donat Cattin. Rievoca il sequestro Amerio, la morte di Fabrizio Ceruso e di Walter Alasia, peccato che in quella pagina non vengano nominati anche  il maresciallo Sergio Bazzega e il vicequestore di Sesto San Giovanni Vittorio Padovani che il terrorista uccise nel conflitto a fuoco. Di particolare interesse l’intervista all’artificiere Vitantonio Raso che rende finalmente pubblica una notizia importante: il corpo di Moro fu ritrovato in via Caetani molto prima rispetto a quanto indicato sui documenti ufficiali. Raso arrivò sul posto alle 10.30 e vi trovò il commissario Federico Vito, poco dopo giunse Cossiga con le forze dell’ordine. Il ministro si ripresentò verso le 13.00. Ufficialmente la telefonata delle BR giunse alle 12,13…è evidente che qualcosa non torna! Casamassima compie ora un flashback al viaggio in Bulgaria di Berlinguer e di Moro a Washington per illustrare al lettore il contesto internazionale nel quale avvenne il sequestro Moro. L’autore purtroppo fa alcun cenno alle evidente lacune investigative (ad esempio nessuno ha mai interrogato il primo carabiniere che sopraggiunse in via Caetani dove fu ritrovata la R4 con a bordo il corpo di Aldo Moro), e neppure alle numerose perizie tecniche e balistiche che hanno dimostrato quali siano state le menzogne dei terroristi. Non dimentichiamo che gli imputati hanno il diritto di mentire per costruire la propria difesa o per ottenere i benefici che la nostra legge offre ai pentiti e ai collaboratori, pertanto la ricostruzione di un reato non può basarsi solo ed esclusivamente sugli interrogatori o sulle dichiarazioni spontanee. Non dimentichiamo che dal 1982 al 1986 ci fu un dialogo importante tra i brigatisti e la magistratura, ma i collaboratori parlarono soltanto finchè non furono costretti a coinvolgere altre persone, non accettarono mai di fare dei nomi. Ho trovato particolarmente interessante ed utile il capitolo 2 perchè offre una breve sintesi dei comunicati scritti dalle BR durante i 55 giorni e una raccolta delle audizioni delle prime due commissioni parlamentari che si sono occupate del caso Moro. Ho apprezzato meno il quarto capitolo dedicato alle “mitologie” perché l’ho trovato un po’ troppo di parte.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: un libro con il dorso rosso.

Shopping cosmeticoso marzo 2017

In grave ritardo rispetto alla pianificazione consueta ecco una carrellata degli acquisti fatti nel mese di marzo. Iniziamo subito con due cofanetti acquistati da Sephora, il primo di Estée Lauder contiene Advanced night repair complesso riparatore, Mousse microdetergente e Nightwear plus crema detossificante e anti-ossidante per la notte.

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Il secondo cofanetto è di Lancome e contiene: Latte detergente alla papaia, tonico idratante e addolcente, il siero Advanced Génifique, la crema idratante Hydra Zen ed il siero in maschera da notte sempre della linea Zen. Adoro acquistare questi cofanetti perchè mi permettono di provare delle intere routine di bellezza ad un prezzo molto conveniente e la taglia ridotta mi consente di portare questi prodotti anche in vacanza.

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Da Sephora ho acquistato anche il detergente viso City block purifying di Clinique che sto adorando. Da Auchan invece ho trovato in offerta l’acqua micellare di Bioderma e l’ho acquistata dopo aver usato per oltre un anno acque micellari bio vedremo come la prenderà la mia pelle.

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Sempre da Sephora mi hanno dato un’altra mini taglia del tonico Lancome, un campioncino del profumo La vie est belle che adoro e uno della crema Absolue precious cells. Nella foto ho messo anche un pacchetto di salviette struccanti Nivea acquistate sempre da Auchan.

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Nel negozio Cad che ho vicino a casa ho acquistato il mascara Essence All eyes on me e il mio amatissimo struccante occhi bifasico di Garnier.

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Veniamo ora alla manicure: ho acquistato due creme Tesori d’oriente nelle profumazioni Orchidea della Cina e Muschio bianco, ho poi casualmente ritrovato in un cassetto una mini taglia di crema mani alla rosa L’Occitane ancora intonsa. Le creme per le mani non sono mai abbastanza: ne tengo una in salotto, una nel comodino, una in ufficio, una in auto e una nella pochette beauty che tengo in borsa…sono malata lo so!

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Ho acquistato infine il solvente per unghie delicato Auchan in sostituzione di quello Parisienne con cui mi sono trovata malissimo sia per la poca efficacia nel rimuovere lo smalto, sia per il livello di disidratazione e debolezza in cui si trovano ora le mie unghie. Potevo resistere a provare la crema Reve de miel di Nuxe di cui sento parlare benissimo da mesi? Naturalmente no!

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Nella mia città ha da poco aperto una nuova parafarmacia e quando sono andata a fare un giretto mi hanno riempita di campioncini: crema viso Avene per pelli intolleranti, Shampoo Klorane al dattero del deserto, Crema anti screpolature, Crema per piedi e Balsamo pelle secca e fragile  Gehwol, Crema mani Gerlan e fondotinta fluido EuPhidra

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Giardinaggio 2.0

Gli ultimi tre fine settimana sono stati interamente dedicati ad allestire il giardino per la primavera: rimozione delle piante morte, taglio di siepi e cespugli e finalmente ieri e oggi abbiamo inserito le nuove piante. Abbiamo seminato il prato nelle zone in ombra dove mancava, abbiamo seminato il trifoglio nano e abbiamo piantato le fragoline di bosco. Una cara amica, conoscendo la mia passione per le succulente mi ha regalato una crassula

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e ho riesumato il mio vaso di piantine grasse. Non so nemmeno io dire perché,  ma per tutto l’inverno ho totalmente dimenticato la sua esistenza e lo abbiamo individuato in un angolo vicino all’armadio degli attrezzi. Sospetto che il maritissimo lo abbia messo lì per proteggerlo dalle intemperie, ma poi a causa della sua proverbiale distrazione si sia dimenticato di mettere la copertura. Per fortuna le piante grasse sono coriacee e sono riuscite a sopravvivere in totale autonomia.

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Prodotti finiti marzo 2017

Durante il mese che si concluderà domani ho terminato un buon numero di prodotti quindi sono abbastanza soddisfatta. Cominciamo con il bagno schiuma Winni’s naturel al thè verde, utilizzo da molti anni i prodotti di questo marchio per la pulizia della casa e ho voluto provare anche quelli per la cura della persona. Si tratta di un prodotto senza lode e senza infamia con un buon potere lavante, ma dal profumo estremamente leggero. Lo shampoo basis sensitiv di Lavera invece non mi è piaciuto perchè non fa una schiuma adeguata e per l’odore plasticoso che mi ha nauseata. Infine il balsamo Ultra dolce delicatezza di avena di cui ho apprezzato molto la profumazione, ma trovo non districhi a sufficienza e abbia appesantito notevolmente i miei capelli lisci e sottili.DSCN5209

Per quanto riguarda la detersione del viso ho usato il tonico purificante con rosa canina dell’Abruzzo e Hammamelis di Giardino cosmetico che non mi è piaciuto per niente perchè aveva l’alcool come secondo ingrediente e mi irritava la pelle, purtroppo io mi sono accorta solo a metà flacone che si trattava di un tonico a risciacquo di certo non lo riacquisterò mai più. Ho amato invece l’eau thermale Jonzac, davvero un ottimo struccante delicato che ho utilizzato spesso anche la mattina per detergere il viso. Ho deciso di buttare la maschera scrub alla mela verde di Bottega verde (scusate il gioco di parole) anche se il tubo non è terminato perchè giaceva nel beauty delle maschere da molto tempo e aveva un odore strano, fino a che l’ho utilizzata mi è piaciuta.

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Ai consueti dischetti Cotton Sound questo mese si sono aggiunti anche quelli di Marionnaud acquistati in emergenza, dal costo spropositato, secondo me sono di qualità inferiore rispetto a quelli che uso abitualmente.

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Le creme viso dell’ultimo periodo sono state la skin best di Biotherm che ho acquistato per errore sia mio sia della commessa perchè io avevo chiesto una crema con protezione solare per pelli miste e lei mi ha dato la versione per pelli secche. Io stupidamente non ho controllato prima di pagare quindi per evitare di tornare appositamente a Milano da Sephora per cambiarla l’ho utilizzata ugualmente. Si è rivelata decisamente troppo corposa per il mio tipo di pelle quindi per finirla più in fretta l’ho usata anche su gambe e gomiti dove ho la pelle particolarmente secca. Per il contorno occhi ho sfruttato una mini taglia di Reairwear uplifting di Clinique e sono ancora più convinta che la crema giusta per me sia All about eyes sempre di Clinique, comunque anche questo contorno occhi ha svolto egregiamente il suo lavoro. Nella foto puoi vedere anche 5 campioncini di Creme collagene et mauve night creme di Sisley che ho usato con grandissimo piacere e uno di Sisleyouth che come dice il nome stesso è una crema da giorno per pelli giovani quindi non adatta a me, ma è stata comunque una piacevole coccola per un paio di giorni.

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Nella foto vedi solo la maschera Hydra bomb calmante e idratante di Garnier della linea Skin Active perchè per il resto del mese ho fatto maschere in crema delle quali mostrerò i tubi sono una volta che li avrò terminati. Altri campioncini sono stati il Bleu serum di Chanel che mi ha lasciata molto perplessa perchè sebbene la quantità fosse sufficiente per una sola applicazione il giorno dopo mi sono svegliata con il viso squamato nella zona delle gote. Il Serum liftactiv 10 supreme  di Vichy è stata una piacevole scoperta: l’ho utilizzato per due giorni e si è rivelato molto idratante e con un’ottima profumazione quindi perfetto per tamponare il danno fatto dal siero Chanel.

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Tra i prodotti di make up ho terminato il mascara Get big lashes di Essence, io amo i mascara di questa marca perchè pur non essendo costosi sono efficaci, almeno sulle mie ciglia che non presentano particolari problemi. Accanto due prodotti per le mani: il top coat Studio nails di Essence che ha il grande difetto di avere il contenitore nero che impedisce di vedere il residuo del prodotto, comunque il pennellino usciva tutto incollato quindi era ormai inutilizzabile, ho dovuto gettare anche il Mavadry perchè un bel giorno l’ho aperto e ne è uscito il bastoncino senza le setole che sono rimaste sul fondo insieme al prodotto che ricomprerò sicuramente perchè Mavala per me è una garanzia. Infine la matita Caramello di Neve cosmetics che getto perchè non è più possibile temperarla.

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Concludo questo lungo post con i profumi del mese Violetta di Bottega Verde, una minitaglia di profumo L’occitane di cui purtroppo  non riesco più a leggere il nome e tre campioncini: La vie est belle di Lancome, un ignoto e L’eau ambrée di Prada che tra tutti è senza dubbio il mio preferito.

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Book pride 2017

Domenica siamo andati a fare un giro alla Fiera nazionale dell’editoria indipendente e ho trovato moltissimi stand interessanti. Per noi è stata la prima volta, ma diventerà sicuramente un appuntamento fisso insieme al Salone del libro. Avrei comprato settordicimilamilioni di volumi se le mie finanze me lo avessero consentito, invece mi sono dovuta accontentare di “La bomba e la Gina” di Marco Codebò editore Round Robin, “La compagna P38” di Dario Morgante editore Redstar Press. Il primo è un romanzo-inchiesta dedicato alla strage di piazza Fontana. La vicenda è narrata attraverso lo sguardo di uno studente universitario americano giunto in Italia per completare il dottorato. Il secondo è un saggio storico vero e proprio e ripercorre l’ascesa e la caduta della brigata Primavalle.

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Infine ho acquistato una graphic novel: “Guido Rossa. Un operaio contro le br” di Nazareno Giusti editore Round Robin. Nella parte conclusiva del volume ci sono alcuni brevi testi per meglio inquadrare il contesto storico e sociale in cui il delitto Rossa avvenne e alcuni ricordi personali di chi ha conosciuto Guido Rossa.

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L’eco del boato

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Questo saggio di Marco Dondi affronta il tema della stampa durante gli anni di piombo: il volume si apre con i concetti di strategia della tensione e guerra non ortodossa, la guerra psicologica che ne è alla base sovrasta gli attentati veri e propri perchè l’informazione è responsabile dell’esito finale.  Il peso dei giornali crebbe in modo esponenziale tra il 1969 e il 1974 quando si verificarono le stragi perchè furono utilizzati per mostrare pubblicamente chi fosse il nemico e aumentare il livello della minaccia che i presunti colpevoli rappresentavano in modo da indurre la popolazione a credere fosse necessario un ritorno all’ordine. I giornalisti furono fondamentali per fornire un resoconto delle azioni compiute strumentalizzando così la paura e l’insicurezza dei lettori. I servizi segreti sfruttarono le agenzie di stampa per diffondere le informazioni mischiando il vero e il falso, creando notizie allo scopo di distrarre l’opinione pubblica. Molte furono le agenzie italiane strettamente collegate alla destra estrema:

  • l’agenzia D diretta da Guido Giannettini
  • l’agenzia Oltremare di Giorgio Torchia
  • l’agenzia Destra nazionale diretta emanazione dell’Msi,
  • l’agenzia Europa settanta diretta da Bartolo Ciccardini e Giuseppe Zamberletti collegata alla famiglia Agnelli
  • l’agenzia A di Luigi Cavallo a diretto contatto con la Fiat e i servizi
  • l’agenzia Op di Mino Pecorelli attiva dal ’68 fino alla morte violenta del suo direttore
  • infine come non citare poi l’Aginter press vera e propria centrale operativa dell’eversione.

Un grandissimo pregio di questo volume che ho brevemente riassunto è l’ampia bibliografia che non si limita ad elencare i libri pubblicati dedicati a questi temi, ma cita anche atti delle Commissioni parlamentari, atti giudiziari, film e documentari d’epoca.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: un libro consigliato da un autore che ami (Piero Scaramucci)