Libertà è partecipazione

Sabato 12 dicembre abbiamo trascorso la giornata a Milano, alle 11.00 eravamo alla Biblioteca Nazionale Braidense per la prima nazionale dello spettacolo di teatro civile di Daniele Biacchessi "12 dicembre 1969. Piazza Fontana. Il giorno dell’innocenza perduta" e alle 15.00 eravamo puntuali al concentramento in piazza Scala per partecipare al corteo che commemorava il quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana.

La manifestazione è stata sospesa perchè il gruppo degli antagonisti e dei centri sociali che svolgeva una contromanifestazione partita da piazza Missori ha iniziato a lanciare petardi contro il cordone della polizia per entrare in piazza Fontana e protestare contro i politici di destra presenti sul palco. I familiari delle vittime hanno lasciato la manifestazione giustamente indignati per il poco rispetto dimostrato nei confronti dei loro congiunti. Capisco il bisogno di verità che è alla base della protesta, ma avrei preferito che tutti ci limitassimo a voltarci dando le spalle al palco rimanendo però in silenzio. Sarebbe stata una manifestazione civile di dissenso nel rispetto del dolore dei familiari delle vittime.

 

l’arrivo in piazza Fontana

Formigoni, la Moratti e Fortunato Zinni (uno dei sopravvissuti alla strage) contestati dalla folla:

 

Piccoli passi per grandi misteri

Identificato da Sabrina Minardi l’uomo che telefonò a casa Orlandi 6 giorni dopo il rapimento di Emanuela. Si tratterebbe di un pregiudicato affiliato alla Banda della magliana. La Minardi ha dichiarato che la ragazza fu uccisa qualche mese dopo il sequestro e che il cadavere, messo in un sacco, fu gettato assieme a un altro in una betoniera in un cantiere aperto a Torvaianica. Perchè alla donna è stato fatto ascoltare il nastro soltano adesso dopo 26 anni?

APPELLO 12 DICEMBRE

Aprire gli armadi non basta…

Manifesto per l’accessibilità e la trasparenza degli archivi

nell’interesse dei cittadini

PREMESSA

Il 12 dicembre 2009 ricorre il 40° anniversario della strage di piazza Fontana.

Di questa storia, oggi non esiste ancora una narrazione consolidata e condivisa.

Così come non esiste per tantissime altre pagine dolorose della storia del nostro Paese.

L’Italia, purtroppo è stata segnata da fenomeni eversivi di diversa matrice. Di questo passato tragico, esistono memorie divise e in conflitto tra loro. La ricerca storica è un terreno essenziale su cui impostare un confronto civile superando antiche divisioni.

Per scrivere la storia, servono i documenti, ossia le “tracce” concrete dell’attività delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e di tutti i soggetti protagonisti della vita democratica

Questa ricostruzione passa necessariamente attraverso la buona gestione degli archivi.

In Italia dal 2007 il segreto di Stato è limitato a un massimo di trent’anni. Ma questo non ha risolto il problema: molti armadi in teoria sono aperti, ma non per questo sono accessibili.

L’accesso ai documenti necessari alle ricostruzioni storiche resta in moltissimi casi assai difficoltoso.

Spesso ci si scontra con un segreto di stato “strisciante”, anche se, formalmente, il segreto non c’è.

Esiste un nesso profondo tra la conoscenza della verità e la convivenza civile: costruire onestà intellettuale attraverso la memoria storica è essenziale per una Nazione se vuole avere cittadini attivi e consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.

La conoscenza non formale della storia recente della nostra Repubblica è uno degli elementi portanti del nostro diritto di cittadinanza.

Solo uno Stato che non teme la verità e il confronto sugli errori del proprio passato è uno Stato veramente democratico, in cui tutti possono riconoscersi pienamente.

Per queste ragioni, abbiamo individuato quattro aree di intervento sulle quali vogliamo richiamare l’attenzione per migliorare l’accessibilità e la trasparenza degli archivi.

LE 4 AREE DI INTERVENTO

1) NORMATIVA SUL SEGRETO DI STATO. Piena attuazione della Legge 3 agosto 2007, n. 124 "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto di Stato” ed elaborazione dei decreti attuativi, affinché faciliti davvero e normalizzi l’accesso alla documentazione degli archivi storici degli apparati di sicurezza italiani. Il Freedom of Information Act statunitense ci pare un modello a cui è possibile ispirarsi;

2) COMMISSIONI PARLAMENTARI D’INCHIESTA. Piena accessibilità agli studiosi e ai cittadini della documentazione governativa e delle carte acquisite dalle Commissioni d’inchiesta parlamentari. In particolare, si richiede la tempestiva pubblicazione di tutti gli atti delle Commissioni parlamentari in attuazione delle relative delibere;

3) ATTI GIUDIZIARI DI RILEVANZA STORICO-SOCIALE. Attuazione di tutti quegli accorgimenti atti a garantire la conservazione dei procedimenti di particolare rilevanza storico–sociale e agevolarne la consultazione; ad esempio, si caldeggia un proseguimento e ampliamento dei progetti di digitalizzazione in corso;

4) ARCHIVI DI STATO. Assicurare che si applichi con regolarità e tempestività il versamento delle carte dagli archivi correnti agli archivi storici (art. 41 del codice dei Beni Culturali) e garantire agli archivi storici, che sono una colonna portante della nostra democrazia (ma spesso vengono trascurati come fossero una “Cenerentola” della cultura) risorse, personale e spazi fisici per tutelare al meglio quel patrimonio che può aiutarci a conoscere ed elaborare le pagine più difficili e tormentate della storia dell’Italia repubblicana.

Sono richieste concrete, che disegnano un percorso non breve, ma necessario, per onorare nel modo migliore, nella ricorrenza del 12 dicembre, le 18 vittime di piazza Fontana:

GIOVANNI ARNOLDI, GIULIO CHINA, EUGENIO CORSINI, PIETRO DENDENA, CARLO GAIANI, CALOGERO GALATIOTO, CARLO GARAVAGLIA, PAOLO GERLI, LUIGI MELONI. VITTORIO MOCCHI, GEROLAMO PAPETTI, MARIO PASI, CARLO PEREGO, GIUSEPPE PINELLI, ORESTE SANGALLI, ANGELO SCAGLIA, CARLO SILVA, ATTILIO VALLE’.

Primi firmatari:

Associazione “Piazza Fontana 12 Dicembre 69

Centro Studi e iniziativa sulle stragi politiche degli anni 70”

Licia, Claudia e Silvia Pinelli

Associazione familiari dei caduti di piazza della Loggia e “Casa della memoria” di Brescia

Fondazione Roberto Franceschi, Milano

Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio

Associazione 2 agosto

Associazione Luca Rossi

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Benedetta Tobagi

Daniele Biacchessi giornalista e scrittore

Francesco Barilli Reti Invisibili

Gaetano Liguori, musicista

Marino Severini dei Gang, musicista

Per adesioni dbiacchessi@retedigreen.com

Ma quale pandemia?

Partiamo da una precisazione necessaria citando il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl: «Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», quindi il panico che si sta diffondendo non ha motivi reali sui quali basarsi. Il virus circola rapidamente, ma si presenta con sintomi lievi, come nelle banali sindromi virali, nella maggior parte dei casi con guarigione spontanea. L’indice di mortalità della “nuova influenza” è molto basso: meno dell’ 1 per cento, di molto inferiore al tasso di decessi per l’ influenza stagionale, che varia tra il 5 e il 15 per cento. Detto questo il tema delle vaccinazioni è delicatissimo ed io non ho alcun titolo per entrare nel merito, sono scelte individuali insindacabili, credo però possa essere utile sapere che i farmaci antivirali non servono come prevenzione e il vaccino è sperimentale, non offre quindi certezze nè sulla sua efficacia nè sulla sua sicurezza. Per prevenire la diffusione di tutte le infezioni respiratorie bastano alcuni accorgimenti non farmacologici:

– lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone;

– coprire la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce (e dopo lavarsi le mani);

– evitare di toccarsi occhi, naso e bocca, facili vie di entrata del virus;

– chi sta male deve rimanere in casa, e non andare a scuola o al lavoro;

– evitare luoghi affollati e luoghi dove ci sono casi di malattia.

Senza dimenticare una cosa che dice sempre mia nonna: l’influenza dura sette giorni con le cure e una settimana senza cure!

Intanto proprio questa mattina su Italia Oggi ho letto che La Corte dei Conti proprio a causa di questo supposto "pericolo imminente" rinuncerà a fare gli opportuni controlli sulla legittimità del contratto di fornitura per 24 milioni di dosi del vaccino antinfluenzale siglato tra la Novartis e il Ministero della sanità. Davvero provvidenziale questa pandemia per l’azienda…

Per non dimenticare

Sono passati 35 anni da quella piovosa mattina del 28 maggio 1974 in cui un ordigno fu posto in un cestino dei rifiuti in Piazza della Loggia a Brescia durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. Una stele ricorda le 8 vittime: Clementina Calzari e il marito Alberto Trebeschi, Giulietta Banzi Bazoli, Luigi Pinto, Euplo Natali, Bartolomeo Talenti e Vittorio Zambarda. L’ultimo processo per la strage è attualmente in corso e vede tra gli imputati Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi entrambi membri del movimento Ordine Nuovo già imputati e poi assolti nell’ultimo processo per la strage di Piazza Fontana che scandalizzò l’Italia proprio perchè conclusosi con l’assoluzione degli imputati e la condanna dei familiari delle vittime al pagamento delle spese processuali; Maurizio Tramonte legato ai servizi segreti e noto come "Fonte Tritone", Francesco Delfino e Pino Rauti. La bomba sarebbe stata confezionata a Mestre o Venezia e consegnata, in una valigetta 24 ore, a Marcello Soffiati (ordinovista ormai scomparso) che l’avrebbe consegnata a chi avrebbe poi dovuto metterla in piazza. Secondo «Fonte Tritone» sarebbe stato Maggi a scegliere chi dovesse piazzare l’ordigno. E avrebbe scelto un ordinovista di Rovigo morto negli anni novanta. Chi volesse ascoltare le registrazioni può trovarle qui

Pinelli l’ultima vittima

Il presidente Napolitano ha rivolto a Licia Pinelli, vedova del ferroviere morto alla questura di Milano in circostanze mai chiarite, un invito ufficiale a prendere parte alla manifestazione che si terrà al Quirinale per il quarantesimo anniversario della strage milanese celebrato nel "giorno del ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi", una data istituita l’anno scorso dal capo dello stato «co­me un gesto di riparazione e vicinanza» per i familiari delle vittime degli anni di piombo e per cercare di evitare il pericoloso fenomeno della rimozione. Finalmente anche ai familiari di Pinelli viene riconosciuto lo status di vittime di quell’oscuro periodo della storia italiana.