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Tutte le fortune

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Questi giorni di pioggia incessante hanno avuto un unico lato positivo: mi hanno dato lo sprone necessario per terminare entrambi i libri che avevo in lettura. “Tutte le fortune” di Riccardo Taverna è un racconto autobiografico: dall’infanzia felice in Libia, al difficile ritorno in Italia con la famiglia fino ai primi sintomi di una malattia insidiosa, la CDIP.  Da persona disabile quale io sono, mi piace sempre molto leggere le storie di chi come me deve affrontare la vita da un’altra prospettiva. Riccardo fino a 23 anni è stato un giovane molto attivo: praticava judo a livello agonistico e poi wind surf, si divideva tra lo studio alla Bocconi e il lavoro, le ragazze, gli amici insomma la vita di tutti. Fino a quando ha iniziato a percepire che il suo corpo non rispondeva più correttamente agli input inviati dal cervello, le braccia e poi le gambe hanno cominciato a perdere forza e svolgere attività “normali” per lui è diventato sempre più difficile. La diagnosi però non è stata immediata, si sono susseguiti molti ricoveri e pareri medici prima di capire che una malattia degenerativa autoimmune stava divorando la mielina rubandogli ogni margine di autonomia. La malattia insegna a Riccardo a cadere non solo in senso concreto, pratico, ma anche metaforico, la lentezza della sua evoluzione gli consente di sviluppare straordinarie capacità di adattamento, di modificare la sua vita quotidiana in funzione delle sue ridotte capacità motorie. Fino alla cesura definitiva quando deve rassegnarsi ad assumere un badante che svolga per lui alcune funzioni sia per la cura della persona, sia per la gestione domestica. Riccardo cambia 49 badanti in 10 anni fino all’arrivo di Stephan che resiste ancora oggi al suo fianco dopo 6 anni, ha saputo adattarsi ai suoi ritmi pazzeschi di lavoro, alle trasferte, alla necessità di Riccardo che ogni gesto sia compiuto con precisione assoluta per evitare incidenti che potrebbero aggravare la sua già difficile situazione. Mi sono rivista nella sua storia non tanto nelle questioni strettamente mediche, ma nella gestione delle relazioni: Riccardo ha una famiglia complessa, un padre chiuso in se stesso  una madre che si sente profondamente in colpa per la malattia del figlio e cerca di trovare soluzioni alcune molto improbabili (dall’esorcismo, all’agopuntura), un fratello e una sorella poco solidali che la malattia allontanerà sempre di più. Le compagne che si susseguono nella vita di Riccardo hanno approcci molto differenti alla sua disabilità chi la accetta con il coraggio della gioventù e forse la poca consapevolezza di cosa porterà il futuro, chi la rifiuta e fugge. Chi invece forte di un amore profondo e solido decide di affrontare con coraggio tutte le difficoltà che la malattia potrebbe mettere loro di fronte è Nelly la moglie di Riccardo ancora oggi al suo fianco dopo che alla CDIP si sono aggiunti il Parkinson e un infarto. Consiglio a tutti la lettura di questo libro, a chi conosce la disabilità, ma soprattutto a chi non l’ha mai dovuta affrontare o non ha voluto farlo. Riccardo ci insegna a vivere con l’ironia e la leggerezza nonostante le difficoltà.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: un libro scritto da un disabile o che ha come protagonista un disabile.

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One thought on “Tutte le fortune

  1. Titolo e sottotitolo mi sembrano eccezionali 🙂

    Nel 97, durante il primo, lungo ricovero di mia madre, c’era una ragazza disabile in seguito a un incidente d’auto durante il viaggio di nozze dove il marito aveva perso la vita.
    Una storia tristissima, come tutte, in fondo, quando ci sono di mezzo vita e salute, comunque sia parlando con lei mi ero resa conto di cose ovvie, a cui però non avevo mai neppure pensato.
    Hai ragione, andrebbe letto soprattutto da chi non vive questo genere di situazione, me lo segno.

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