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Il bizzarro incidente del tempo rubato

Devo premettere che non ho letto il libro precedente di questa autrice “L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” pertanto non conoscevo il suo stile, ma ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Nei capitoli dispari del libro seguiamo la vicenda  di un bambino di 11 anni Byron Hemmings che insieme al suo inseparabile amico James scopre che verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Byron accoglie la notizia con grande preoccupazione che si concretizzerà la mattina in cui la mamma nell’accompagnarlo a scuola con nuovissima Jaguar regalata dal babbo, individua una scorciatoia e dalla fitta nebbia il piccolo Byron vede apparire case fatiscenti, alberi giganteschi e, all’improvviso  una bambina su una bicicletta rossa che viene investita dalla madre proprio mentre Byron vede le lancette del suo orologio andare indietro di due secondi. A Byron ora spetta il compito di convincere la madre che ciò che lui ha visto è accaduto veramente anche se lei non ne ha memoria. Qui avrà inizio e si svilupperà il tragico dramma familiare della famiglia di Byron culminato nella morte della madre e nella separazione dall’amico James. Nei capitoli pari si narra parallelamente la storia di Jim, un uomo affetto da sindrome ossessivo-compulsiva che lo costringere a compiere ogni giorno dei rituali nella convinzione che solo così facendo non gli accadrà nulla di brutto. Dopo una vita trascorsa in un istituto di igiene mentale si ritrova a dover affrontare una vita indipendente: lavora  nel bar di un supermercato e vive in un camper. Apparentemente le due storie sono totalmente slegate fino quasi alla fine quando il puzzle nella mente dell’autrice prende forma anche per il lettore e scopriamo la vera identità di Jim in uno dei momenti più alti ed emotivamente coinvolgenti di questo libro. Ho apprezzato in particolare la grande capacità dell’autrice di raccontare ogni sfaccettatura della personalità dei suoi personaggi e della società rigida ed ipocrita dell’epoca in netto contrasto con l’originalità e la spontaneità di Marina. Lo stile asciutto dell’autrice secondo me non ha aiutato a superare gli ostacoli del nonsense che più volte mi hanno fatto pensare di abbandonare la lettura soprattutto nei primi capitoli in cui il ritmo è molto lento. Per fortuna non l’ho fatto, mi sarei persa un racconto originale…davvero unico!

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