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Marmellata di prugne

 

In questo libro a metà tra la storia vera e la finzione si narra la vicenda di Lyudmila, una bambina bielorussa nata l’anno della tragedia di Chernobyl in un villaggio poco distante dalla centrale nucleare e giunta in Italia  grazie all’Associazione aiutiamoli a vivere di Terni per una vacanza terapeutica. Lyudmila esiste davvero e come la protagonista del romanzo è nata nel 1986: la famiglia dell’autrice l’ha ospitata per dieci estati costruendo con lei un rapporto affettivo molto importante che ha cambiato per sempre le loro vite. La presenza dei “suoi italiani” è una costante nella vita di Lyudmila anche se le estati in Italia sono solo un ricordo, la protagonista nella finzione romanzesca è ormai novantenne e ripercorre il lungo e difficile viaggio che dal suo sperduto villaggio l’ha condotta in Italia, le molte perplessità nei confronti di questi estranei che incomprensibilmente volevano ospitarla e il rapporto di fiducia che lentamente si costruisce. Gli appuntamenti telefonici dalla vicina di casa unica proprietaria di un telefono nel villaggio e soprattutto l’aiuto economico fornito dalla famiglia italiana sono elementi fondamentali per dare a questa donna la cui famiglia di origine è disgregata e con un compagno violento il supporto emotivo e materiale per andare avanti. Lyudmila rimasta sola dopo che le figlie sono diventate adulte e si sono trasferite con le rispettive famiglie lontano da lei rivive tutta la sua esistenza per analizzare con lucidità le motivazioni che l’hanno spinta a compiere scelte spesso sbagliate, soprattutto in amore, gesti di riconciliazione anche se postuma nei confronti di una madre dura ed emotivamente lontana e di riavvicinamento nei confronti di un fratello disabile abbandonato alla nascita. Lyudmila racconta senza alcuna indulgenza nei confronti dei propri errori come ha imposto a se stessa e alle sue due figlie di convivere con un uomo violento fino a quando lui, dopo averla selvaggiamente picchiata la notte di natale, la butta fuori casa trattenendo con sé le bambine. Quello per Lyudmila è il punto di non ritorno, chiede aiuto alle forze dell’ordine, riesce a riavere le bambine e a ricostruire con loro una vita altrove. Quella vigilia di Natale fu terribile anche per la famiglia italiana che dopo aver ricevuto la telefonata disperata di Lyudmila aspetta lo svolgersi degli eventi. Da qui parte la rinascita della protagonista del romanzo  fino all’incontro con un vicino di casa che sposerà e con il quale vivrà alcuni anni sereni, ma molto lontani dall’ideale romantico del matrimonio fino alla morte dell’uomo. Lyudmila dedicherà il resto della sua vita alle figlie amatissime e alla riflessione e alla comprensione degli eventi della sua vita nell’attesa serena della morte.

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