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Marina

Ho terminato la lettura di “Marina” di Carlos Ruiz Zafon.

E’ il primo libro che leggo di questo autore, scoperto grazie al GDL al quale sono iscritta. Il libro è ambientato a Barcellona, città che ho visitato nel 2009 e che ho subito amato moltissimo. Il protagonista è Oscar Drai uno studente ospite in un collegio, che per sfuggire alle claustrofibiche mura del convitto trascorre tutto il suo tempo libero passeggiando per i quartieri della città. Durante una di queste “fughe dalla realtà” viene attratto da una musica proveniente da una villa antica, entra nella casa e trovandosi improvvisamente di fronte un uomo ruba un orologio posato su un tavolino e fugge. Qualche giorno dopo tornato in quella casa per restituire l’orologio conoscerà Marina e suo padre, il pittore German. I due ragazzi cominceranno un viaggio lungo una settimana, misterioso e affascinante nel ventre della città inseguendo la misteriosa Dama in nero. Mi ha colpito molto lo scollamento tra il ricordo che avevo io della città: il sole, il mare i colori vivaci, le ramblas ed invece le atmosfere tetre, i palazzi in rovina, la pioggia, il freddo addirittura la neve di cui si parla nel romanzo. Sembra quasi che la Barcellona descritta sia una città immaginata come tutto il resto. Alcuni elementi sono un po’ scontati: si capisce subito che ad essere malata è la giovane Marina e non il padre come lei vuole far credere al suo nuovo amico Oscar ed anche la centralità della Dama in nero appare subito chiara nonostante venga illustrata molto tardi nel libro per mantenere forse la suspance. Gli elementi surreali a tratti horror che caratterizzano la vicenda di Michail Kolvenik sono a mio parere ben costruiti e sorreggono la trama fino alla fine. Mi ha fatto sorridere la scelta di chiamare uno dei personaggio Maria Shelley, un caso oppure lacitazione di un classico della letteratura horror? Forse il finale nella parte che riguarda Marina è un po’ troppo frettoloso, mentre ho trovato davvero suggestiva la descrizione del rogo che distrugge il Gran Teatro Real divenuto il rifugio della Dama e il luogo della sfida finale tra il bene e il male. La cenere ricopre Barcellona prima di restituirle la luce.

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