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Ma quale pandemia?

Partiamo da una precisazione necessaria citando il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl: «Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», quindi il panico che si sta diffondendo non ha motivi reali sui quali basarsi. Il virus circola rapidamente, ma si presenta con sintomi lievi, come nelle banali sindromi virali, nella maggior parte dei casi con guarigione spontanea. L’indice di mortalità della “nuova influenza” è molto basso: meno dell’ 1 per cento, di molto inferiore al tasso di decessi per l’ influenza stagionale, che varia tra il 5 e il 15 per cento. Detto questo il tema delle vaccinazioni è delicatissimo ed io non ho alcun titolo per entrare nel merito, sono scelte individuali insindacabili, credo però possa essere utile sapere che i farmaci antivirali non servono come prevenzione e il vaccino è sperimentale, non offre quindi certezze nè sulla sua efficacia nè sulla sua sicurezza. Per prevenire la diffusione di tutte le infezioni respiratorie bastano alcuni accorgimenti non farmacologici:

– lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone;

– coprire la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce (e dopo lavarsi le mani);

– evitare di toccarsi occhi, naso e bocca, facili vie di entrata del virus;

– chi sta male deve rimanere in casa, e non andare a scuola o al lavoro;

– evitare luoghi affollati e luoghi dove ci sono casi di malattia.

Senza dimenticare una cosa che dice sempre mia nonna: l’influenza dura sette giorni con le cure e una settimana senza cure!

Intanto proprio questa mattina su Italia Oggi ho letto che La Corte dei Conti proprio a causa di questo supposto "pericolo imminente" rinuncerà a fare gli opportuni controlli sulla legittimità del contratto di fornitura per 24 milioni di dosi del vaccino antinfluenzale siglato tra la Novartis e il Ministero della sanità. Davvero provvidenziale questa pandemia per l’azienda…

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4 thoughts on “Ma quale pandemia?

  1. a parte il penultimo punto, tutte le altre cose le faccio normalmente. e a fare il vaccino io non ci penso proprio, ma sono scelte insindacabili come hai ben detto.
    come va ago e filo, che non ne scrivi più?
    un sorriso, susi

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  2. A volte prima di gridare al lupo al lupo bisognerebbe usare il buon senso…grazie Barbara per questo post. Mitica la tua nonnina davvero saggia!
    Un bacione e buon week Pam

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  3. @susi: non ne scrivo perchè non sto ricamando, ti confesso che trovo un po’ noiosi ultimamente i blog monotematici. Il mio non lo è mai stato per fortuna e non lo diventerà nemmeno in futuro 🙂

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  4. Salvo poi trovare sulla propria strada medici refrattari ai certificati di malattia, non solo quelli facili ma anche quando hai febbre e malattie di raffreddamento varie.
    Chi avrà vita più dura, quest’ inverno? Brunetta e i medici integerrimi che se stai morendo, non hai più bisogno di loro, o i pazienti che pazientemente attendono il loro turno in sovraffolate sale d’attesa, strapiene di microbi?
    Roberta

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