Home » cultura » Seconda tappa bolognese

Seconda tappa bolognese

Grandi appassionati di storia quali siamo, il fidanzato ed io, non potevamo esimerci dal fare una visita alla stazione di Bologna dove è avvenuta la strage del 2 agosto 1980 anche se in città siamo arrivati con la nostra auto. La facciata vista in mille foto e riprese televisive è immediatamente riconoscibile, avvicinandosi si incontra un orologio di cristallo fermo alle ore 10.25 ed una lapide con i nomi delle vittime a ricordo della strage. Accanto sotto l’insegna di un McDonald’s c’è un’altra lapide che ricorda i nomi degli addetti al buffet morti sul loro luogo di lavoro. E’ sconcertante vedere come quella che era la sala d’attesa della seconda classe sia stata rimessa in funzione lasciando a ricordo dell’evento solo uno squarcio nella muratura appositamente creato per questo scopo e all’interno, nella sala d’aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio con una transenna per testimoniare la tragedia. Molto suggestiva è la visione in lontananza della facciata perchè a sinistra si vede l’orologio in uso nel 1980 fermo alle 10.25 mentre a destra quello in uso attualmente che indica l’ora reale per chi guarda.

La lapide parla di strage fascista, ma credo sia utile rilevare come l’impianto accusatorio contro Fioravanti, Mambro e Ciavardini sia totalmente basato sulle testimonianze del pentito Massimo Sparti un delinquente legato marginalmente alla Banda della Magliana che dopo avere accusato i tre, viene scarcerato  perché gli viene diagnosticato un tumore al pancreas però i medici del San Camillo dopo aver effettuato gli esami necessari confermano che non vi è traccia della malattia. Nel 1997 poi quando i carabinieri vanno al San Camillo per acquisire la cartella clinica di Sparti, scoprono che la cartella è andata distrutta a seguito di un incendio scoppiato nel 1991. L’uomo si è sempre vantato con tutti di aver mentito sulla sua malattia per poter essere scarcerato. E’ inoltre noto che il giorno della strage era presente a Bologna Thomas Kram, legato all’estremismo arabo e a Carlos «lo Sciacallo». La miopia della procura di Bologna è stata così grave da non rilevare nemmeno i numerosi depistaggi ad opera del Sismi che metterà una valigia di armi ed esplosivo sul treno Taranto-Bologna per alimentare le teorie su una inesistente operazione “terrore sui treni” da attribuire proprio ai neofascisti che saranno accusati della strage alla stazione.

Annunci

6 thoughts on “Seconda tappa bolognese

  1. In quel periodo mio zio era militare proprio a Bologna … per fortuna quel giorno era in caserma e non doveva tornare in licenza …

    Mi piace

  2. Altro fatto tristissimo della storia italiana ricordo ancora i TG dell’epoca con quelle scene strazianti,perchè tanto dolore?io me lo domando spesso…
    baci
    Monica

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...