Tag per lettori

1. Hai un posto speciale a casa per leggere? La mia chaise longue

2. Segnalibro o pezzo di carta a caso? Segnalibro scelto accuratamente per ogni libro

3. Puoi smettere di leggere in qualsiasi momento o devi per forza fermarti a una certa pagina, capitolo, frase, etc.? Devo terminare necessariamente il capitolo o il paragrafo a seconda di come l’autore ha creato le separazioni all’interno del testo

4. Mangi e bevi quando leggi? A volte bevo un té o un caffè

5. Riesci a leggere mentre ascolti musica o guardi la tv? A volte tengo la tv come sottofondo se sono un po’ in ansia

6. Un libro alla volta o di più? Leggo sempre un saggio e un romanzo in contemporanea

7. Leggere ad alta voce o mentalmente? Sempre mentalmente

8. Fai skimming o salti delle pagine? Ho saltato alcune descrizioni leggendo Mansfield Park e il primo volume della saga dei Cazalet perchè sono eccessivamente prolissi a mio parere e le descrizioni erano interminabili e noiose

9. Rompere la costina o no? Non lo faccio per scelta, a volte accade durante la lettura con libri particolarmente voluminosi

10. Scrivi sui tuoi libri? Raramente nei romanzi, mentre sottolineo sempre i saggi con evidenziatore giallo

11. Quando leggi più spesso? Mattina, pomeriggio, sera…? Nel pomeriggio e raramente la sera

12. Qual è il tuo posto preferito per leggere? In salotto

13. Guardi prima il film o leggi il libro? Dipende dalla casualità, non ho una regola fissa

14. Quale preferisci: audiobook, ebook o libro cartaceo? Il libro cartaceo resta la mia grande passione, ma il Kobo mi è di grande aiuto per leggere quei romanzi che non ho interesse a conservare nella mia libreria occupando spazio che preferisco riservare a testi a cui tengo maggiormente

15. Le tue serie di libri devono matchare? Rigorosamente si

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Letture di gennaio 2018

Morte accidentale di un anarchico

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Si tratta del testo dell’opera teatrale che Dario Fo e Franca Rame hanno dedicato alla morte di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico misteriosamente deceduto nei locali della Questura di Milano subito dopo la Strage di piazza Fontana. Il libro è brevissimo e si legge in poche ore, a me è rimasta la voglia di vedere la rappresentazione teatrale, spero di trovarla in dvd.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: Un libro scritto da un premio Nobel

Chi ha ammazzato l’agente Iozzino

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Si tratta di un saggio molto breve che mi ha abbastanza deluso perchè basato su una teoria del complotto arci nota e mai confermata in sede giudiziaria. L’autore ripete più volte gli stessi concetti (forse per allungarlo un po’?) e utilizza per tutto il testo un tono polemico ed inutilmente ironico. L’unica cosa che ho davvero apprezzato è il corredo fotografico.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: Un libro il cui titolo contiene il nome del protagonista

Alice attraverso lo specchio

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Il seguito del più noto “Alice nel paese delle meraviglie” è ambientato 6 mesi dopo il primo viaggio della bambina nel mondo a rovescio che si trova oltre lo specchio della sua cameretta. In questo mondo fantastico le carte da gioco si trasformano nei pezzi di una scacchiera e Alice è costretta ad una lunga partita durante la quale impara a conoscere molti incredibili personaggi.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: Un classico della letteratura per l’infanzia

Ero in guerra e non lo sapevo

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L’autore racconta la sua vita soffermandosi a lungo sull’agguato subito da un commando dei PAC nel 1979 nel quale suo padre morì e lui rimase ferito gravemente. Ho apprezzato moltissimo questa autobiografia che ha inizio con l’adozione da parte dei coniugi Torregiani di Alberto e della sorella dopo la prematura scomparsa dei genitori. L’infanzia trascorre serena, ma la tragedia è in agguato il 16 febbraio 1979 quando Pierluigi e Alberto vengono colpiti da un commando di terroristi come ritorsione per la reazione avuta da Pierluigi ad una rapina nella pizzeria in cui stava cenando con i figli poche sere prima. Il padre muore durante il trasporto in ospedale mentre Alberto subisce un danno permanente alla colonna vertebrale. Il racconto prosegue senza alcun vittimismo con la lunga e spesso dolorosa riabilitazione, le difficoltà ad abituarsi alla nuova realtà fino al primo grande successo: il diploma in informatica gli consente di trovare lavoro e garantirsi una vita autonoma. Nella parte finale del volume ritengo molto interessanti le sue considerazioni in merito alla latitanza di Cesare Battisti condannato in via definitiva per il delitto di cui sono stati vittime i Torregiani.

Questo libro rientra nella Reading challenge nella categoria: Un memoir

Ultimi libri letti nel 2017

Guida tascabile per maniaci di libri

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Potrei definire questo libro un manuale nel quale ogni pagina è piena di interessantissimi consigli di lettura. Il volume si compone di molte sezioni: i mille libri fondamentali, le vite, gli incipit, i premi, i best seller, le stroncature, un libro un film, le curiosità, cibo e alcool, sui libri, una breve storia dell’editoria. Le citazioni e le curiosità sono particolarmente piacevoli e interessanti, mentre l’ultima parte è quella a mio parere meno interessante. Per chi come me è un’amante delle Reading challenge si tratta di un testo irrinunciabile.

Il memoriale della repubblica

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Un volume molto impegnativo che è rimasto sul mio tavolino da lettura molti mesi: l’autore affronta la vicenda Moro ricostruendo le vicissitudini che hanno riguardato il memoriale redatto da Aldo Moro durante i 55 giorni della prigionia. Una attenta analisi filologica del testo si intreccia alle vicende della politica italiana di quei giorni. L’autore dà grande rilievo alle pagine autografe riguardanti Paolo Emilio Taviano fatte ritrovare dalle Brigate Rosse il 9 aprile 1978 insieme al comunicato numero 5, per poi illustrare i dettagli del primo ritrovamento nel covo di Via Montenevoso il 1 ottobre 1978 e il secondo avvenuto il 10 ottobre 1990 sempre nello stesso luogo. Gotor dimostra di avere una conoscenza estremamente precisa e approfondita sia del contesto storico in cui si è svolta la vicenda, sia della strage di via Fani che del sequestro. Infini ho molto apprezzato la sua arguzia e la sua ironia in molti passaggi del libro. Consiglio la lettura di questo volume solo a chi ha già acquisito solide conoscenze del caso Moro poiché molti elementi sono dati per scontati.

Una festa esagerata

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Si tratta di uno spettacolo perfettamente inserito nella tradizione del teatro napoletano al quale Salemme vuole rendere un omaggio chiamando il personaggio del dirimpettaio del protagonista signor Cupiello. La trama si svolge in un condominio di napoli tra la terrazza dell’attico e l’appartamento del piano inferiore: mentre in terrazza si sta preparando la festa per i 18 anni della figlia del geometra Gennaro Parascandolo, giunge la notizia dell’improvvisa morte del vicino del piano di sotto. La moglie di Gennaro e la figlia vorrebbero che la comunicazione del decesso venisse data il giorno seguente per consentire il regolare svolgimento della festa, quindi inviano Gennaro a negoziare con la figlia del defunto. Questo porterà ad una serie di inaspettati e molto divertenti colpi di scena. Io ho assistito allo spettacolo al teatro Manzoni di Milano, come di consueto e durante la serata ci sono stati grossi problemi con il microfono di Salemme e un divertente fuori programma quando la chiave per aprire l’appartamento è caduta sotto alla porta ed è servito l’intervento degli attrezzisti nel retro palco per recuperarla. Devo ammettere che gli attori hanno saputo improvvisare molto bene mentre si trovavano bloccati con la porta chiusa.

La saga dei Cazalet – Gli anni della leggerezza

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Con grande fatica ho terminato di leggere il primo volume della saga dei Cazalet ed il mio parere è ambivalente: io non amo le saghe e soprattutto fatico moltissimo a leggere libri molto descrittivi già da qui potrai capire quanta fatica ho fatto a portare a termine questo volume e perché non credo proprio proseguirò nella lettura degli altri. Purtroppo la fluidità della scrittura non basta a placare la noia data dalla quasi totale assenza di eventi significativi, l’ambientazione storica è perfetta e con lo scorrere delle pagine si percepisce benissimo il cambio di clima generale e l’angoscia che piano piano si diffonde nella famiglia per l’avvicinarsi della seconda guerra mondiale. Nel romanzo non troviamo grandi eventi, i personaggi non evolvono in maniera radicale, assistiamo piuttosto alle loro giornate tra shopping, lavoro, cura dei bambini insomma la vita quotidiana di una famiglia agiata nell’Inghilterra del primo ‘900. La trama manca a mio avviso di mordente, di qualcosa che ti faccia venire voglia di riaprire il libro anche il giorno dopo. Il volume ha inizio nell’estate del 1937 quando la grande famiglia Cazalet si riunisce nella casa per le vacanze: troviamo quali capostipiti il Generale e la Duchessa, poi Edward che si destreggia tra l’amante e la moglie Villy che infelice, si crogiola nel rimpianto per aver abbandonato la carriera di ballerina, Hugh che ha perso una mano durante la prima guerra mondiale e vive con la consorte Sybil una unione apparentemente perfetta, in realtà costituita solo da un rigido formalismo, poi abbiamo Rupert che vorrebbe dedicarsi totalmente alla sua passione per la pittura abbandonando il commercio di legnami di famglia e la sua seconda moglie Zoe detestata dai figli di primo letto del marito. Infine Rachel unica figlia femmina che è rimasta a vivere con i genitori e nasconde un importante segreto sulla sua vita sentimentale.

Spamalot

ARTU

Si tratta della trasposizione italiana di uno spettacolo di Broadway  che a sua volta è tratto da un famoso e divertentissimo film dei Monty python ispirato alla vicenda di Re Artù. Lo spettacolo è decisamente lungo (2 ore e mezzo), ma godibilissimo tra gag, nonsense, balletti e travestimenti, tra tutti spicca la dama del lato Pamela Lacerenza che coniuga una voce meravigliosa ad un senso dell’ironia e dello humor perfetti per la parte. Elio è assolutamente perfetto nella parte anche grazie alla sua naturale colta comicità. Se non sapete chi siano i Monty python vi consiglio di documentarvi prima di andare a vedere questo spettacolo perché se non capite il terreno da cui provengono le battute, il nonsense e le tante citazioni musicali e non solo. Unica nota negativa il luogo, che definire fatiscente è poco, in cui è avvenuta la rappresentazione: il Teatro nuovo di Milano è sporco e abbandonato a se stesso, le poltroncine sono logore e rovinate, il pavimento è sporco, l’ingresso angusto e non offre neppure un buffet adeguato prima dello spettacolo, per non parlare dell’ingresso e delle tariffe riservate ai disabili! Una vera presa in giro, purtroppo non credo tornerò mai più in quel teatro.

Io Daniel Blake

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Il protagonista di questo film è un operaio edile che dopo un attacco cardiaco necessità dell’assistenza statale perché secondo i medici non può ricominciare a lavorare. Mentre si trova in un ufficio per la richiesta del sussidio conosce Daisy arrivata con i suoi figli da Londra per occupare un appartamento offerto dall’ente case popolari. Tra i due nasce una bella amicizia e la solidarietà tra loro sarà fondamentale per riuscire a sopravvivere alle lungaggini burocratiche per l’ottenimento dell’invalidità per Daniel e la ricerca di un lavoro stabile per Daisy. Questo film non mi è piaciuto, l’ho trovato una noia mortale: fin dai primi minuti si capisce chiaramente quale sarà il finale e il mio pronostico si è rivelato esatto. E’ troppo lungo, la recitazione è poco credibile e i personaggi piatti. Avevo letto alcune recensioni prima di recarmi al cinema e francamente non capisco il coro di entusiasmo e commozione che è stato riservato a quest’opera. Sicuramente il limite è mio: non avevo mai visto un film di Ken Loach…ma non credo ripeterò l’esperienza.